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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

redasse il testamento; a settembre, primo soggiorno in Ucraina da Mme Hanska dove lo scrittore arrivò molto sofferente, rientrò a Parigi e nel 1848 tornò in Ucraina dove restò malato durante l’inverno 1848-1849: il suo stato di salute peggiorò in Ucraina, mentre Mme Balzac si sistemò in rue Fortunée secondo le sue minuziose direttive. Il 14 marzo, il matrimonio di Balzac e della contessa Hanska fu celebrato nella chiesa Santa Barbara di Berditcheff. In maggio, gli sposi partirono per Parigi: crisi di soffocamento di Balzac durante il viaggio. Il 21 maggio arrivarono di sera dinanzi alla casa di rue Fortunée, Balzac si mise a letto per non rialzarsi più. Il 18 agosto sera, Victor Hugo andò a visitare il morente e annotò la sua visita in Choses vues: «Aveva la faccia viola, quasi nera, inclinata a destra, la barba non fatta, i capelli grigi e tagliati corti, l’occhio aperto e fisso. Lo vedevo di profilo, e somigliava così all’imperatore”. Balzac muore alcune ore più tardi». Come si vede, nonostante le numerose relazioni amorose, Éveline Hanska fu presente sempre nella vita dello scrittore, unica donna da lui vagheggiata, inseguita dappertutto per il mondo, l’unica che abbia voluto sposare. Ecco come rievocano questo capitolo della vita del grande scrittore francese, Franca Gambino e altri: La lunga storia degli amori di Balzac con Eva (Evelina) Hanska, ha, nell’ordine, tre “movimenti” fondamentali: il passionale, il tiepido e il patetico. Il “passionale” è quello dei primi slanci, subito dopo l’incontro con l’ignota “straniera” che gli ha scritto una lettera vibrante d’ammirazione; il “tiepido” quello che vede il protrarsi discontinuo e a volte stanco dei loro rapporti in sede quasi esclusivamente epistolare. “Patetico” è invece il supplizio finale di Balzac, incaponitosi a sposare una donna che vorrebbe invece fuggirlo e che, se acconsente all’unione nuziale, lo fa per pietà, quando lui è ormai allo stremo dell’esistenza. La passione ha inizio a Neuchâtel, nell’autunno del 1833. Lo scrittore e la “straniera” si incontrano sulla passeggiata della cittadina, dopo un appuntamento fissato da Balzac, fra la una e le quattro. “Voi siete ancora giovane, mi dicono” scriveva la contessa in una lettera. “Vorrei conoscervi, ma credo di non averne bisogno; un istinto dell’anima mi fa presentire il vostro essere; io me l’immagino, a modo mio, e so che dirò: ‘Eccolo’, appena vi scorgerò”. Più o meno le stesse parole le aveva scritte lui: “Sono sicuro che vedendovi quale siete nella realtà dirò: ‘È lei! Lei il mio amore: tu!”. Non si hanno particolari precisi sull’incontro e non si sa perciò se fu proprio così sfolgorante come i due avevano pensato. Balzac pare fosse molto colpito dalla bellezza della donna, dalla sua “aria di languore e dignità”, dalla espressione “insieme altera e sensuale”. Ignoriamo quali fossero le impressioni di lei, di fronte a quell’uomo rotondetto, mal pettinato e dalla dentatura alquanto lacunosa. È però probabile che anche lei, come tante altre, soggiacesse alla particolare luce di intelligenza di quegli occhi “negri scintillanti di fuoco”. A Neuchâtel, dunque, il primo incontro e le prime schermaglie. Ma ci sono troppi ostacoli, e ci vuole prudenza. Honoré si accontenta di un fuggevole bacio, e Eva se ne offende. “Cattiva!” le scrive subito lui. “Non hai visto nei miei sguardi tutto quel che desideravo?... Se non ti ho detto con quale ardore avrei voluto che tu venissi da me un attimo, è solo perché non possedevo un alloggio decente in cui riceverti!... Ma a Ginevra, oh! Mio angelo adorato, a Ginevra, io avrò per il nostro amore più spirito di quanto ne occorrerebbe a dieci uomini per essere spirituali!”. Dovette essere una vera e propria kermesse di spiritualità, quell’incontro ginevrino; Honoré alloggiava all’Auberge de l’Arc, vicino alla casa di lei, la Maison Mirabaud al Pré-Lévêque. Gli scambi di visite “ufficiali” – poiché agli occhi del vecchio conte Hanski egli passava quale gradito “amico di famiglia” – coprivano senza difficoltà quelli meno ufficiali. È un momento esaltante. Quarantatré giorni di felicità. Ogni tanto Eva gli fa scenate di gelosia, gli rimprovera le molte relazioni femminili. Ma l’ardente Honoré trova sempre argomenti convincenti. “Madame de Récamier?”. Nient’altro che una conoscenza mondana. “La contessa Potocka?”. Solo una cuginetta innocente. “E Laura de Berny?”. Laura no, proprio non ebbe l’animo di rinnegarla. Ma, del resto, a che pro? Forse che non potevano starci due ‘dilecte’ in un cuore tanto grande? “Tu sarai la ‘dilecta’ giovane… Non ti scandalizzare per questo accostamento di due

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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