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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Infine un’altra coppia, Olindo e Sofronia, che nonostante la loro storia edificante, preannunciano la formula poetica della Gerusalemme liberata: la coppia è infatti antitetica secondo Georges Güntert poiché, anche se legati allo stesso palo e pronti a morire della stessa morte, obbediscono a moventi opposti:138 Sofronia in nome del dovere cristiano, collettivo, e Olindo per amore, quindi individualistico e personale. Anche se l’amore di Olindo, alla fine, finisce per essere ricambiato e addirittura coronato dal matrimonio, il suo personaggio annuncia i grandi amanti infelici del poema, Tancredi ed Erminia, che come lui esprimono la loro passione frustrata nell’immaginazione lirica o in morbose fantasticherie di morte. L’episodio è importante perché in nuce sintetizza, come detto, l’originale formula della struttura della Gerusalemme liberata, ovvero un poema in cui la fede e l’amore, il sacro e il profano, l’individuale e il collettivo si coniugano in una unità sempre precaria. Amore è segno esso stesso di contraddizione, manifesta al livello più intimo delle coscienze il senso dell’universale confligere: Olindo ama non corrisposto Sofronia; Tancredi ama Clorinda inconsapevole mentre Erminia si strugge d’amore per l’eroe cristiano; Armida ama, oltre ogni possibile incantamento, Rinaldo e Rinaldo, di là da ogni magia, è lacerato da amore irrevocabile per Armida. E su tutto e su tutti incombe un tragico destino di Morte, al fuoco della quale, solo Amore può esplicare la sua possibilità estrema del conciliare: il gesto magnanimo di dedizione di Olindo sul rogo scioglie il cuore di Sofronia; Tancredi “incontra” finalmente Clorinda nel momento supremo della morte dell’eroina; Rinaldo e Armida si proclamano eterna fedeltà d’amore tra gli opposti campi in guerra, in un desolante paesaggio di sangue. La guerra, però, non consente che parole di morte e allora l’amore, tragico, prorompe solo quando tacciono le armi: così è per Tancredi e Clorinda, così è per Rinaldo e Armida. E se il poema incontrò subito il favore del pubblico lo deve proprio a queste emergenze emotive, scaturite da lacerazioni e da conflitti interiori, di che si fanno personaggi altamente patetizzanti, chiusi ognuno nella loro impossibilità, divisi dalla diversa religione, dalla guerra, dall’amore e dalla morte.

GEORGES GÜNTERT, Un racconto ‘in prospettiva’: Sofronia e Olindo, in Miscellanea di studi in onore di Vittore Branca, volume III, tomo II, Umanesimo e Rinascimento a Firenze e Venezia, Olschki, Firenze, 1983, pp. 781-795. 138

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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