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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Nelle ottave successive ricorre ancora il motivo del pianto che costituisce la caratterizzazione intrinseca del personaggio di Erminia e svela anche la proiezione autobiografica del Tasso sulla figura della donna dall’animo fragile e tormentato. L’apice del tono patetico si raggiunge quando Erminia immagina che dopo aver posto fine alle proprie sofferenze riceverà la visita di Tancredi al suo tumulo e onorerà la sua sepoltura con «lagrimette e sospiri» termini con cui richiama il verso petrarchesco «di qualche lagrimetta, o d’un sospiro» (CVIII). Almeno da morta potrà godere di ciò che non ha avuto in vita, la pietà e l’amore di Tancredi, giusta ricompensa per le proprie sofferenze. Anche in questo frangente tuttavia si può notare il contrasto tra le lagrimette di Tancredi e il disperato pianto di Erminia che «fonti di pianto da’ begli occhj elíce». Tancredi evocato dalle fantasie di Erminia nello stesso tempo insegue quella che lui pensa sia Clorinda, entrambi sono spinti dalla necessità di rincorrere il proprio sogno, nella fuga invece se ne allontanano. XX Indi dicea piangendo: in voi serbate Questa dolente istoria, amiche piante: Perchè se fia ch’alle vostr’ombre grate Giammai soggiorni alcun fedele amante, Senta svegliarsi al cor dolce pietate Delle sventure mie sì varie e tante: E dica: ah troppo ingiusta empia mercede Diè Fortuna ed Amore a sì gran fede! XXI Forse avverrà, se ’l Ciel benigno ascolta Affettuoso alcun prego mortale, Che venga in queste selve anco tal volta Quegli, a cui di me forse or nulla cale: E rivolgendo gli occhj ove sepolta Giacerà questa spoglia inferma e frale, Tardo premio conceda a’ miei martiri Di poche lagrimette, e di sospiri. XXII Onde, se in vita il cor misero fue, Sia lo spirito in morte almen felice: E ’l cener freddo delle fiamme sue Goda quel ch’or godere a me non lice. Così ragiona ai sordi tronchi, e due Fonti di pianto da’ begli occhj elíce. Tancredi intanto, ove fortuna il tira Lunge da lei, per lei seguir, s’aggira.

Risalta nell’ottava XXI soprattutto il richiamo ai versi petrarcheschi della canzone CXXVI in cui il poeta immagina che Laura un giorno tornerà in quei luoghi dove il suo corpo sarà sepolto e finalmente sarà ispirata dall’Amore e della pietà. Tempo verrà anchor forse ch’a l’usato soggiorno torni la fera bella et mansüeta, et là ’v’ella mi scorse nel benedetto giorno, volga la vista disïosa et lieta, cercandomi; et, o pietà!,

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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