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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Segue egli la vittoria, e la trafitta Vergine minacciando incalza e preme. Ella, mentre cadea, la voce amitta movendo, disse le parole estreme; parole ch’a lei novo un spirto ditta, spirto di fé, di carità, di speme: virtù ch’or Dio le infonde,e se rubella in vita fu, la vuole in morte ancella

Giacché l’amore è impraticabile e impossibile, Tasso lo trasfigura e lo sublima in una conversione della donna in punto di morte in cui è spinta da una forza fatale che fa emergere dai meandri reconditi del suo spirito un anelito verso Dio in cui ella ritrova la propria vera identità: Dio la rende sua ancella, anche se in vita fu ribelle alla fede. Tutto questo è suggellato nel momento del trapasso, quando Tancredi sente la richiesta del suo nemico di ricevere il battesimo e togliendole l’elmo scopre la dura e inaccettabile realtà. E qui si rivela tutta la potente ironia tragica della sorte nel momento in cui Tancredi la riconosce proprio quando lei, ormai morente, mostra il suo pallido sembiante con gli occhi rivolti al cielo e gli dà pegno di pace con la mano ormai fredda. LXIX D’un bel pallore ha il bianco volto asperso, come a’ gigli sarian miste viole, e gli occhi al cielo affisa, e in lei converso sembra per la pietate il cielo e ’l sole; e la man nuda e fredda alzando verso il cavaliero in vece di parole gli dà pegno di pace. In questa forma passa la bella donna, e par che dorma.

S’inserisce nella narrazione la disperazione di Tancredi distrutto dal dolore, egli prende in odio la sua vita, niente e nessuno può arrecare un barlume di conforto all’animo straziato. Goffredo e i suoi più fidati amici tentano con severi rimproveri o con amorevoli preghiere di lenire la sua sofferenza. Il venerabile Pietro l’Eremita, che si preoccupa di Tancredi come avrebbe fatto un pastore con un agnello ferito, lo redarguisce e lo esorta ad assumere nuovamente il suo ruolo di guerriero e non lasciarsi più traviare dall’amore, forza centrifuga che porta i guerrieri lontani dal loro obiettivo. Il suo errore è stato appunto il vaneggiare, la devianza dal suo precipuo ufficio di cavaliere di Cristo, che egli ha abbandonato per diventare il disonorevole amante di una donna pagana. È utilizzato, infatti, il termine “drudo” proprio nella sua accezione negativa di amante illegittimo. Nonostante ciò può avvalersi dell’accaduto come forma di provvida sventura, perché egli ha ancora l’opportunità di salvarsi, dono che Dio gli offre se smette di inseguire i suoi vani desideri. LXXXVII A gli atti del primiero ufficio degno di cavalier di Cristo ei ti rappella, che lasciasti per farti (ahi cambio indegno!) drudo d’una fanciulla a Dio rubella. Seconda aversità, pietoso sdegno con leve sferza di là su flagella tua folle colpa, e fa di tua salute te medesmo ministro; e tu ’l rifiute?

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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