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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Tutto questo tempo di Nicola Ravera Rafele160 Recensione di FRANCESCA LUZZIO161

Il romanzo Tutto questo tempo (Fandango, Padova, 2019) di Nicola Ravera Rafele, propone la narrazione del modus vivendi di una giovane coppia romana: Giovanni, impiegato e soprattutto scrittore di successo ed Elisa, traduttrice; due figli accuditi prevalentemente da lei e una cerchia di amici che agisce e interagisce con loro. Una famiglia semplice, normale, che vive nel contesto socio-politico di un’Italia che si lascia alle spalle la Prima repubblica. La vita è mutata, i valori non sono più quelli di una volta e, se a tali mutamenti che rendono in genere diversi i comportamenti rispetto al passato, si aggiunge la specificità dell’indole personale che li rivive e rielabora in conformità alla sua essenza interiore, si comprendono meglio le vicende vissute dai protagonisti. Il matrimonio, i figli non sono più un vincolo di fedeltà e di costante convivenza e, di conseguenza, ognuno di loro conduce la propria vita non in conformità a una morale condivisa e accettata, ma in relazione ai propri istinti, al proprio sentire, pur se passeggeri e fluttuanti nella marea del tempo e dello spazio. Insomma, per adoperare il linguaggio freudiano, il principio del piacere prende il sopravvento su quello della realtà. A dire il vero, nella prima fase della loro vita coniugale i due principi s’identificavano: si amavano profondamente, tutto sembrava funzionare, insomma erano felici. La divergenza tra i due suddetti principi emerge tempo dopo, quando in viaggio per lavoro, Giovanni decide a Madrid di non prendere l’aereo per Roma e tornare a casa. «Sprecare la vita», pensa, «è una tale forma d’incanto, chi vorrebbe smettere?» (45) e, sebbene dopo cinque giorni torna, nulla tornerà come prima: tradimenti da entrambe le parti, rivalse, separazioni e poi la malattia di lui, quasi una somatizzazione della condizione psichica caratterizzata da un prosieguo d’incapacità, se si prescinde da quel successo letterario, di dare consistenza alla propria vita. Consapevole di ciò, dice alla moglie: «Credo che tutto si risolva in una specie di valore della testimonianza. Essere testimone della vita dell’altro. Tu sei la mia unica La presente recensione è stata già pubblicata sul sito «Lucia-Libri» diretto da S. Lo Iacono che ha acconsentito alla riproduzione su queste pagine. Il testo viene riprodotto in maniere fedele all’originale con alcuni interventi meramente di grafia e di spaziatura, laddove ritenuto necessario. [N.d.C.] 161 FRANCESCA LUZZIO (Montemaggiore Belsito, PA, 1950), vive a Palermo. Scrittrice, poetessa e critico letterario, ha insegnato Italiano e Latino nei licei. Ha pubblicato le sillogi di poesie Cielo grigio (1994), Ripercussioni esistenziali (2005), Poesie come dialoghi (2008) e L’agenda dell’amore (2017) e Cerchi ascensionali (2018), la raccolta di racconti e poesie Liceali. L’insegnante va a scuola (2013), il profilo saggistico La funzione del poeta nella letteratura del Novecento ed oltre (2012). È inserita nel Dizionario biobibliografico degli autori siciliani tra Ottocento e Novecento e in numerose antologie. Come critico letterario collabora con le riviste Le Muse, Il Convivio, Vernice, Il Salotto degli autori, La nuova tribuna letteraria ed Euterpe. Ha partecipato alla stesura degli studi “Poesia italiana del Novecento” e “Narrativa italiana del Novecento”, pubblicati dalla rivista didattica Allegoria diretta da Romano Luperini. 160

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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