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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

M.B.: La relazione con il Silenzio e con l’Ascolto che ne deriva è un punto cardine, come ribadito nella fondamentale Nota di poetica, della tua poesia. In molti punti emergono dei testi emblematici a riguardo: “La musica del silenzio, quando può essere percepita, è solo rumore” (da Inganno ottico); “Più guardiamo da vicino i nostri gesti, più ci accorgiamo che fra un gesto e l’altro c’è uno spazio vuoto. Questo spazio è il vero significato del gesto. Il nostro agire è così una specie di alfabeto morse in cui il significato è condizionato dagli intervalli, come un filo che corre sotto il tessuto e ne emerge di quando in quando per lasciare un breve segno”; “Osservando l’insetto, l’aria, la nuvola, la foglia: le parole servono essenzialmente a separare, a segnare degli spazi, dei vuoti fra un oggetto e un altro oggetto, fra esistenza e esistenza. Il linguaggio è solo una punteggiatura”. Qui ritrovo alcune ascendenze della letteratura di primo Novecento, su di tutti il Pessoa di Mensagem e il Rilke delle Notizien zur Melodie der Dinge. Visto che l’ascolto va allenato, visto che la pratica della poesia non si risolve nella messa in pratica di una poetica, come si può evitare il rischio della riproposizione in poesia di idee dell’estetica o della filosofia, della spiritualità? Bisogna allargare il confine fra “generi” espressivi o abolirlo? D.B.: Il Silenzio è un elemento imprescindibile della mia poesia, anzi vorrei dire della poesia in generale. La poesia che leggiamo è quello che è stato possibile sottrarre al Silenzio per dargli forma, è, appunto, una domanda rivolta al Silenzio. Per usare una metafora potremmo dire anche che il Silenzio è un tessuto in cui la poesia pratica dei piccoli strappi, apre spiragli. Infatti una sezione di questo mio nuovo libro si intitola appunto Spiragli. La parola è una manifestazione – in senso letterale - del Silenzio. Silenzio equivale a Tutto, Nulla inteso nell’accezione zen, cioè serbatoio di ogni possibilità, Assoluto, Essere, se si può ancora sdoganare questo termine caro a Hölderlin, che nel suo saggio Essenza della poesia affermava che lo scopo dell'arte consiste nel “rendere presente l'infinito”, una cosa possibile solo se l'opera è una “forma vivente”, un “punto fermo” da cui irradiano alternanze armoniche e opposizioni risonanti. Per Hölderlin la poesia fornisce un accesso privilegiato alla verità perché procede in modo diverso dalle filosofie dell'intelletto o della ragione. Il poeta mistico fiammingo Erik Van Ruysbeek, in una postfazione al mio poema Colui che viene, ha scritto: “Vista in tal modo, l’arte non è un fine in se stessa, ma un mezzo per rivelare i segreti dell’Essere a se stessi e agli altri. Se no essa rimane sterile come una bella pianta senza frutto. L’arte importante non consiste in giochi di bravura, sia pure riusciti, è al contrario un porta-parola della totalità umana, perché la vita viene sempre prima dell’arte.” E ancora: “Holderlin, tuttavia, non poté far nulla per arrestare l’avanzata del nichilismo che sarebbe seguito: la grande poesia europea entrerà d’ora in poi in una fase in cui i poeti teorizzeranno l’inutilità e l’assurdità della vita e in cui il piacere e la coscienza dell’Essere, una volta perduti, saranno ormai inattingibili e inesprimibili, sostituiti da una serie di ismi in rapida successione. L’uomo è diventato ormai sulla terra un senza patria (la parola Heimat, patria, è un motivo ricorrente in Holderlin e carico di nostalgia). Per 139

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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