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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

una “filosofia di vita” in cui il linguaggio si propone di ricollegare in ambiti di universalità i parametri dell’espressione, senza che risultino alterate le formule semantiche e semiologiche del pensiero e senza che vengano meno le sue stesse facoltà traspositive».19 Moretti tesse versi di piacevole lettura e di grande pathos che il lettore afferra nella lettura con garbo e rispetto, ricercandone al termine i connettivi che argomentano il percorso proposto, rendendo possibile un’argomentazione in termini di linearità e consequenzialità delle immagini, eppure non è raro che possa trovarsi leggermente smarrito, tanta è la capacità di Moretti di farci trasporre in una dimensione altra che necessita, almeno per il momento della lettura, un disancoraggio convinto dalla materialità e dalla gratuità dell’esperienza. La sua opera scantona l’ovvio per preferire le anomalie, transita nelle viscere del mondo, viaggiando nell’indicibile, a cui lui è in grado di dare forma, procede nelle spire di un mistero insondabile, che non è solo privato, ma di noi tutti. Massimo Pamio ha osservato che «le difficoltà che incontrano i lettori nell’affrontare la poesia morettiana derivano dall’impermeabilità del processo di astrazione, da un carico notevole di lessemi, metafore, artifici retorici che costituiscono una certa durezza, un ostacolo: il simbolo che rappresenta meglio questa realtà è il Muro (Muro di Significanza), zona di confine tra i due mondi diversi, tra generazioni e tempi diversi, nella quale si cimentano i mattoni della Tradizione e della vita vissuta»20. Altro tema e ricorrenza nella poesia del Nostro è quello del dubbio, da Moretti circumnavigato spesso nei suoi componimenti. Così Sergio Pautasso ebbe ad osservare: «La poesia è una continua interrogazione che Lei pone a se stesso, coinvolgendo però come testimone anche l’altro, onde non trasformare il discorso in un soliloquio, chiuderlo nei limiti di un altezzoso o patetico distacco dalle cose. […] Il risultato che può dare […] non sta nella certezza, nella presunzione intellettuale che esalta anche l’errore, ma ancora nel dubbio. […] [Lei] esprime in versi persino il dubbio che intellettualmente lo arrovella e che non ha risolto: «Tante volte mi sono chiesto /

se abbia un senso quaggiù / la mia parola e se proprio / in questo linguaggio si celi / il mio destino…». In ogni caso la mancata risoluzione è la garanzia che la Sua poesia ha ancora un futuro».21 Ancora con

Foto 7 – Vito Moretti assieme alla giornalista e Dirigente Scolastico Daniela D’Alimonte nel corso di un incontro letterario tenutosi nel 2016. 19 20 21

Ivi, p. 43.

Cerilli: «La poesia di Moretti ha […] una inesauribile tensione verso gli enigmi dell’essere, verso la “verità”

MASSIMO PAMIO, Il filo lungo della parola, op. cit., p. 33. SERGIO PAUTASSO, Nota introduttiva a VITO MORETTI, Da parola a parola, Giuseppe Laterza Editore, Bari, 1994, p. 7.

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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