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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

M.B.: L’Oriente, l’Estremo Oriente in particolare, è molto presente nel tuo libro. Oltre alla meditazione, di cui già si è parlato ampliamente, mi sembra di poter ritrovare l’utilizzo di una forma di poesia particolare, ovvero lo haiku. Alcuni brani di questo tipo sono: “Primavera ritorna / ma non / lo stesso fiore”; “Il vento di dicembre / stacca / l’ultima foglia di acero rosso / davanti al padiglione d’Oro” (poesia intitolata Kyoto); “Il fiore che si apre / disserra l’ombra. / Poi l’ombra / di nuovo lo colma.” Si può parlare di haiku in senso proprio o la mia percezione di vicinanza a quel genere di poesia proviene dalla brevità della forma e dall’impressione di movimento che trovo all’interno? D.B.: Sì, l’incontro col buddismo zen ha cambiato la mia vita e di conseguenza ha imbevuto la mia scrittura, perché la ricerca spirituale, esistenziale, per me è sempre andata di pari passo con la ricerca della scrittura alimentandosi una dell’altra. Quindi ritengo che senza questa chiave zen, buddista e taoista non si possa capire appieno la mia poesia. Tuttavia non vorrei mettere l’accento su questo in maniera totalizzante ed esclusiva. Per quanto riguarda gli haiku non ho mai voluto scrivere degli haiku. Penso che oggi la moda degli haiku sia diventata un po’ ovvia, noiosa. Tutti vogliono scrivere haiku come a scuola una volta si scrivevano pensierini. Si scrivono pretesi haiku su qualsiasi noterella sciocca. L’haiku invece è un’illuminazione, più che filosofica, mistica, che è la spontanea conseguenza di una vita interiore, di una ricerca spirituale approfondita e intensa, scandita anche da rigide regole che si riflettono appunto nella versificazione precisa e rigorosa degli haiku. Certo molte mie poesie sono sostanzialmente simili a degli haiku pur non avendone la forma metrica, ma solo perché anch’io ho seguito una strada di ricerca mistica in cui la contemplazione della natura mi ha portato delle piccole illuminazioni. L’haiku infatti non è una descrizione, ma una rivelazione il cui significato va ben oltre. Quanto all’importanza del pensiero orientale nella mia scrittura vorrei bilanciarla però, come dicevo, con il grande spazio che vi occupa il Mito, alludo agli antichi miti greci, e che è fondamentale soprattutto nell’ultimo libro, che sto ultimando, un grande poema sul destino dell’uomo. Ma più in generale anni fa mi ero proposta di scrivere un saggio – progetto rimasto incompiuto – che desse conto di quella corrente sotterranea di pensiero analogico, 142

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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