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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Cosa farne di questo amore discorde che ci ha unito per dispetto e ci ha diviso nel letto se il tuo essere crudele mi ferisce se il mio essere di carne ti intimorisce Cosa facciamo adesso che in perfetta sintonia ci amiamo e ci allontaniamo Ci amiamo e ci perdiamo senza perderci mai

Al suo passo si placò il mare focoso. Erbe e rose spuntaron al suo passo graziato. Felice fece tutto l’Olimpo in quel dì radioso, germogliarono le zolle al suo delicato fiato.

L’Europa nel mito di GIOVANNI TERESI Dagli Olimpii Zeus aveva assunto l’aspetto di toro, desideroso di sposare la figlia di Agènore: Europa, capricciosa, vestita d’oro. Così pensò di rapirla con l’inganno nell’ore più propizie quand’ella, assieme alle compagne, danzava e cantava, raccogliendo fiori nelle ridenti fenicie erbose campagne. Là v’era a pascolare la mandria di tori, cosa strana se n’era aggiunto uno mansueto dal lucido bianco mantello. Europa pensò di montarlo visto che cheto, tra gli altri, era il torello. Saltò allora in groppa, sorrise alla stranezza, mentre gli occhi del toro brillaron di maliziosa gioia. L’andare si tramutò in trotto e nella brezza del mar Europa si trovò infreddolita, ma ancor gaia al saluto delle fanciulle che la chiamavano. “Non è più gioco!” allora ella pensò impaurita e sola. Venne Afrodìte a confortarla tra l’onde che la bagnavano: “Non piangere più! Una gran sorte in quest’isola di Creta t’è toccata! Sei ora moglie di Zeus fecondo darai il tuo nome alla più bella terra del mondo.”

La nascita di Afrodìte di GIOVANNI TERESI67 Era un’alba radiosa di primavera, la terra sorrideva e tra le fronde lo zèfiro spirava leggero a sera. Il mare con lento moto dell’onde carezzava le coste di Citèra. Si cullava in una conchiglia baciata dal sole, in cocchio regale, una dea di Zeus figlia. “Afrodìte! Sull’azzurro mare sale con i tritoni e delfini!” disse Zeus accostandosi a riva. Così Afrodìte, con moto del capo vezzoso, scrollò l’acqua dai capelli, balzò come diva. GIOVANNI TERESI (Marsala, TP, 1951), docente in pensione, scrittore e poeta contemporaneo. Per la poesia ha pubblicato numerose opere tra le quali Ritratti di vita (2001), Il sapore dei ricordi (2002), Sogno e realtà (2003), Scrutando il mare (2003), Canti d’amore in luoghi d’incanto (2003), La vite e la vita (2003), Il volto senza tempo (2004), Umori in libere parole (2004), La grand tradition des Muses: lyriques (2006), La trama del tempo: versione in francese (2007), Il mito e la poesia (2007), Rêve les yeux ouverts (2009), Dalla finestra delle emozioni (2020). Numerose anche le pubblicazioni per la saggistica tra le quali ricordiamo: Sui moti carbonari 67

del 1820 ’21 in Italia. Eventi ed adepti poco noti del periodo (2007), Le condizioni politiche socioeconomiche e religiose nell’antica Lilybeo – Oracoli e credenze nel culto della Sibilla (2016), Amore, passione e odio; il filo conduttore delle varie culture nella letteratura (2019) e Le epidemie nella storia e nella letteratura (2020). È membro onorario dell’Association Culturelle Rencotres Européennes - Europoésie di Parigi, Presidente e coordinatore del Punto Centrum Latinitatis Europae di Marsala.

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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