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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

il dolce e tintinnante suono delle bottiglie del lattaio” e il coro di voci parlanti al giorno. Vive in lei il gelo, l’abbandono e il tradimento e sente prostrarsi lo spirito. Nutre dubbi, limiti e si sente donna frammentata mentre alla perfezione anela. E indossa le svariate maschere della vita e l’incedere suo va tra gli anfratti e riparo non trova e al gelo della morte quel mattino si affida. Il suo canto muto si perde nell’aria e svela l’affannoso mondo di donna dal marito annullata, di donna diversa che non appartiene più alle spine e alle rose della vita. Risuonano le sue parole per le tante donne dalla violenza condannate e il suo gesto estremo ribellione suscita e pena e colpa si fa per aver alla pienezza del tutto ambito, alla bellezza dell’oceano e alla grandezza della poesia. E nella dama nera non vede una rivale ma una metaforica rinascita. Allunga così verso di lei il passo per poi poter dire: “…siamo arrivati fin qui, è finita.”

E lei correva, correva. Poteva finire con lui sotto di lui stesa. Un anonimo stupro su cui soprassedere a nessuno tanto strano questo previsto finale doveva parere. Ma lei correva e ad Apollo sfuggiva nel bosco non c’era anima viva. Lei correva e Padre e Madre invocava sempre più il finale previsto la terrorizzava. Il bell’Apollo proprio non se lo chiedeva quello che Dafne voleva. Con nonchalance la rincorreva e sul suo volto non vedeva orrore paura terrore Vedeva solo bellezza da possedere una giovane donna con cui godere. La freccia di Eros non d’amore l’aveva inondato ma della follia del possesso avvelenato del desiderio dell’amplesso di voglia di sesso che ogni forma di rispetto e razionalità in poco tempo aveva distrutto già. Quando al Padre lei confidò quel che voleva le conseguenze non temeva E così si trovò trasformata e come pianta d’alloro rispettata E intrecciata in corona diventa simbolo di poesia che con la libertà sempre è in sintonia.

Apollo di LUCIANA RAGGI76 Bello, Apollo il bello Era un Dio e bello Proprio non lo capiva perché Dafne fuggiva. Lui la voleva

Orfeo ed Euridice di MARIA BARTOLUCCI77 Crudo è il desiderio d’amore verso una donna, che ti sfugge per un destino fatale!

LUCIANA RAGGI (Sogliano al Rubicone, FC, 1954), si è laureata presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, vive a Roma. Da tempo si dedica alla promozione della lettura e della poesia con progetti rivolti sia agli studenti che agli adulti. Per la poesia ha pubblicato Sorsi di sole (2010), Oltremisura (2015), S’è seduta (2017); per la narrativa Un bastimento carico di (2010); ha curato, inoltre, la pubblicazione di At vlèm bèn, zirudèli in dialetto romagnolo di Decio Raggi. 76

Lo fu per Orfeo, mitico poeta, MARIA BARTOLUCCI (Urbino, PU, 1947 è insegnante di lettere presso l’Istituto comprensivo “E. Fermi” di Mondolfo. Ha collaborato alla stesura del libro Il mare di Mondolfo e ha pubblicato tre volumi di poesie. 77

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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