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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Ecco perché ebbe tanta paura di essere scoperto… se non si tratta di una “bufala storica”. Perché Beatrice è così insensibile alle sue manifestazioni d’amore? Perché gli toglie persino il saluto? Forse teme di avere delle noie. Probabilmente Beatrice nella realtà, non seppe mai che Dante la amava profondamente o se lo venne a sapere fece di tutto per non compromettersi. Sappiamo dallo stesso Poeta che tra i due non vi furono mai relazioni, se non fugaci saluti. Come sarebbe andata se Beatrice avesse corrisposto questo amore? Se Dante avesse sposato lei e non Gemma, figlia dei suoi avversari politici? Non lo sappiamo! L’unica cosa che sappiamo per certo è che nessun poeta ha mai scritto versi tanto belli come quando il suo amore non è corrisposto, o quando come la donna amata è morta. Bice era davvero il grande amore di Dante! Nella Vita Nova il Poeta rivela di aver visto Beatrice per la prima volta quando suo padre la portò a casa dei Portinari, per una festa. Erano solo due bambini: lui aveva nove anni e lei otto. Dante però ne fu colpito e non la dimenticò mai, anche se si sposò con un’altra donna, Gemma Donati, dalla quale ebbe tre figli e una figlia. Dante avrebbe incontrato Beatrice in modo inaspettato nove anni più tardi. La ragazza, vestita di bianco e accompagnata da due donne anziane, camminava sul Lungarno. Il suo saluto lo riempì di tale gioia che si ritirò nella sua stanza a pensare. Così facendo, si addormentò e fece un sogno che sarebbe diventato il soggetto del primo sonetto de La Vita Nova. In seguito ci furono due brevi incontri tra i due: uno nella chiesa di Santa Margherita dei Cerchi e uno a un banchetto di nozze. L’influenza di Beatrice su Dante, fu enorme, infatti appare come personaggio nelle sue due più grandi opere: La Vita Nova e la Divina Commedia. Dopo la prematura morte di Beatrice, Dante si ritirò in uno studio intenso e iniziò a comporre poesie dedicate alla sua memoria. Beatrice è apparsa a Dante come la donna Angelo irraggiungibile, che lo guida attraverso il Paradiso, ma è rimasta anche una vera donna che gli ha fatto battere il cuore per le strade di Firenze. «Tanto gentile e tanto onesta pare». Beatrice, donna idealizzata, conformemente alle tradizioni medioevali, rappresenta il simbolo dell’amore trasfigurato, quello che conduce alla saggezza spirituale, chiave di volta della Divina Commedia e della nuova lingua italiana.

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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