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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

consapevole del suo destino, sapeva di andare incontro alla morte e di non avere altre alternative: vivere da vile e codardo o morire da eroe, sconfitto. Sceglie la seconda strada, sa che lascerà al loro destino il figlio Astianatte e la moglie Andromaca, ma il dovere di difendere la Patria e l’onore da tutelare sono più forti. Non basta essere vigorosi e audaci e di bell’aspetto, occorre dimostrare la propria virtù (l’areté), che venga riconosciuta dai pari, che la fama (klèos) sia legata al nome e che dopo la morte resti il ricordo. Ettore dopo aver allontanato per dieci anni la caduta di Troia, sarà ucciso da Achille, il suo cadavere sarà legato a un carro e trascinato per tre volte attorno alle mura di Troia. Solo dodici giorni dopo il suo corpo sarà restituito al padre Priamo, il quale non potendo sopportare la vista del corpo del figlio massacrato e fatto scempio, si recherà nel campo; per ordine di Giove il vecchio re sarà accompagnato da Mercurio, messaggero degli dei, passerà inosservato attraverso il campo nemico fino alla tenda di Achille e otterrà il corpo del figlio, dopo averlo riscattato con l’oro e potrà così rendergli l’onore della sepoltura. Ettore pertanto, è diventato il simbolo dell’amore per la patria e il simbolo dell’amore sfortunato. Andromaca, eroina umana e viva dell’epica greca, dopo la distruzione di Troia sarà fatta prigioniera da Neottolemo (Pirro), figlio di Achille; secondo la tragedia Andromaca di Euripide diventerà la sua concubina e da lui avrà un figlio, Molosso, futuro capostipite dei Molossi. Astianatte, secondo una versione, sarà ucciso da Neottolemo e gettato dalle mura di Troia, secondo la tragedia Andromaque di Racine, dopo diverse esitazioni Andromaca accetterà il matrimonio con Pirro solo per salvare il figlio Astianatte da sicura morte. Sulla figura di Omero tutto è incerto su di lui, se sia veramente vissuto e se sia l’unico autore dei due grandi poemi epici, che sin dall’antichità gli vengono attribuiti; anche l’origine del suo nome, di etimologia non greca significherebbe “ostaggio”, per altri “cieco”. Persino la patria è incerta, diverse città si vantavano di avergli dato i natali: Chio, Smirne, Itaca, Atene ecc. Ci sono studi che affermano che originariamente non furono composti da un solo poeta, né tantomeno in un solo periodo. Secondo la testimonianza di Erodoto, Omero è collocato nel IX secolo a.C. ritenendolo più vecchio di lui di quattrocento anni; ma le date oscillano fra il XII ed il VI secolo a.C. Dobbiamo però dire, che per il mondo antico fino all’età ellenistica, Omero era realmente vissuto e aveva composto l’Iliade e l’Odissea, così come sono stati tramandati. Per secoli gli aedi o i rapsodi itineranti hanno cantato e intrecciato fra loro le storie e i personaggi dei poemi fino a fondersi nei due poemi omerici tra l’VIII e il VII secolo a.C. Indubbiamente i poemi omerici dell’Iliade e dell’Odissea hanno un grande valore artistico, non solo per l’abilità narrativa, per la naturalezza con cui il divino si mescola all’umano, la realtà al fantastico, ma anche perché sono il primo tentativo dei greci di ricostruire la propria storia. 75

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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