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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

l’impossibilità di convivere coi fantasmi del passato. Mai avrebbe pensato di potersi innamorare della figlia di un maestro, fervente nazista di Klagenfurt, lui che era stato costretto a lasciare prima il suo paese natio, raggiungere Bucarest a piedi, incalzato dagli eventi, poi Vienna e infine Parigi. Si era già fatto conoscere come poeta in Patria, quando ancora Czernowitz era in Romania, coltivando moltissime amicizie; ma se era riuscito a scappare dalle persecuzioni naziste, non riuscì mai a sfuggire al senso di colpa per essere sopravvissuto all’Olocausto nel quale perirono i suoi genitori. Iniziò a morire allora e visse come un diseredato, cercando di resistere all’impulso autodistruttivo. Paradossalmente, pur avendo scelto Parigi come città ove stabilirsi, curava in maniera quasi maniacale la scrittura in lingua tedesca, la cesellava, cercava di trovare quei significati che gli erano stati trasmessi dalla madre, cercando di fondere respingimento e attrazione verso la lingua dei suoi aguzzini. In una lettera al suo amico fraterno Erich Einhorn dirà: Hai ragione quando dici che nella Germania Occidentale non mi hanno perdonato di aver scritto una poesia sui campi di concentramento nazisti – la Fuga di morte. Cos’hanno comportato per me quella poesia e altre simili, è un lungo capitolo. I premi letterari che mi sono stati conferiti non devono trarti in inganno: in fin dei conti sono solo l’alibi di coloro che all’ombra di quegli alibi continuano, con altri mezzi, più adatti al nostro tempo, ciò che avevano cominciato e portato avanti sotto Hitler. Nei confronti della Bachmann provava una specie di attrazione dolorosa, visto anche il vissuto di Ingeborg, che sin da piccola aveva trovato rifugio nella poesia e nella scrittura di un diario per sfuggire ai ricordi terribili legati al periodo nazista che sconvolse la tranquilla vita nel piccolo paesino della Carinzia, dove viveva. I non detti tra lei e Celan, avevano un peso. Tutta la loro corrispondenza fu uno sfiorare per poi ritrarsi l’argomento che tormentava Celan e che non ebbe mai una soluzione. Uniti dal sacro fuoco dell’arte sin dai tempi in cui frequentarono insieme il Gruppo 47, libera associazione di scrittori e critici tedeschi, Celan non si sentirà accolto, e anche Ingeborg si sentiva sdoppiata nel ruolo di poetessa e figlia del carnefice. Nonostante la poesia di Celan fosse apprezzata e fossero molti i riconoscimenti tributatigli, non riuscì mai a superare il silenzio sulla Shoah, le critiche sui giornali, ma ciò che dette un colpo definitivo al suo precario equilibrio psichico furono le accuse di plagio

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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