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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

Moretti fu intellettuale brillante e autentico, illustre figlio d’Abruzzo del quale era particolarmente orgoglioso e assai legato. Lo testimonia, tra tutto, una fluente produzione in “abruzzese” che ne fa uno dei maggiori dialettali della seconda metà del XX secolo e che gli valse anche l’inserimento nella prestigiosa antologia L’Italia a pezzi curata da Valerio Cuccaroni e Manuel Cohen nel 2014 interamente dedicata al fenomeno neodialettale nostrano. Il suo testamento spirituale – fraternamente elargito a noi tutti indistintamente – può essere colto e vivificato ancor oggi nella lettura attenta delle sue opere, nella meditazione sulle sue sofisticate letture esegetiche, nell’approfondimento attorno ad opere, autori, storie d’altri che Moretti – grazie alla sua penna fluente – non solo ci ha donato, ma ci ha permesso di fruire con una linearità di ragionamento, con un’efficacia spiazzante e piacevole al contempo che raramente si sperimenta Foto 3 – Vito Moretti riceve il Premio alla Carriera quando ci si interfaccia con autori e studiosi di nel 2018 nell’ambito del Premio Majella. Alla sua destra è il conduttore, il giornalista RAI Antimo siffatta levatura. La terra d’Abruzzo nel tempo ha visto dare i Amore. natali a prestigiosi poeti a partire da Ovidio che, secondo le attestazioni, nacque nella città di Sulmona. Tra i contemporanei – con i quali pure Moretti fu in contatto, interagì, commentò opere, contribuì al dialogo e lo scambio critico – vanno ricordati l’aquilana Anna Ventura (1936-2021) anch’essa recentemente scomparsa, Renato Minore (n. 1944) – giornalista de «Il Messaggero», traduttore e poeta (vincitore del Premio Viareggio nel 2019 con O caro pensiero) anch’egli di natali teatini ma romano d’acquisizione, il già citato Vittoriano Esposito di Celano (AQ), il saggista Mario Pomilio (1921-1990), vincitore dei Premi Campiello e Flaiano per la narrativa, attento studioso di Verga e del naturalismo. Senz’altro copiosa e diversificata la tradizione della poesia dialettale in Abruzzo per la quale vanno opportunamente richiamati due dei maggiori padri, ovvero, Cesare De Titta (1862-1933) di Sant’Eusanio del Sangro (CH) di cui Moretti pure s’interessò essendo De Titta traduttore delle Elegie romane (1892) e de La figlia di Iorio (1903) di Gabriele D’Annunzio (1863-1938) e Modesto Della Porta (1885-1938) di Guardiagrele (CH) al quale Moretti nel 1999, per volere dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Guardiagrele, curò il volume Per Modesto Della Porta, inediti e apparati critici; sino a giungere ad Alessandro Dommarco (nato a Ortona nel 1912 e deceduto a Roma nel 1997, apprezzato da Tullio De Mauro e Giacinto Spagnoletti), Pietro Assetta Proietto (nato nella Cirenaica ma abruzzese da sempre) e Giuseppe Rosato (n. Lanciano, 1932), tutti poeti di gran pregio. Un recente testo, dal piglio agile ma dalla costruzione attenta e assai documentato, aiuta ad approfondire l’universo della poesia popolare e vernacolare dell’ultimo secolo in terra d’Abruzzo: Nei vicoli del verso. Piccole geostorie dell’Abruzzo letterario a cura di Massimo Pasqualone. Il critico doverosamente dedica un adeguato spazio a Moretti in un intervento dal titolo “Solo la scrittura ci salva. Il ricordo di Vito Moretti”, testo breve che evita superfetazioni celebrative – che a nulla servono – per andare al nucleo delle peculiarità di Moretti quale indomabile ricercatore e studioso: «[H]a pubblicato numerosi studi sulla cultura dal Settecento al 9

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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