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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

sui libri. S’incrociarono gli sguardi, forse anche i battiti del cuore. Anche se potrebbe quel fuoco essere una sadica battaglia sotterranea di poteri: quello maschile e quello femminile, il potere temporale della corona e il potere nobile della mente. Lei altera, innamorata del potere, finì col sentire il fascino di quell’incontro all’alba. Ogni mattina! Con comprensibile allerta della corte! Cristina probabilmente viveva l’amore e l’innamoramento come un’alternanza tra un abbandono desiderato e un rabbioso constatare la sua dolcezza di donna. Tanto da tener testa sia al filosofo sia all’uomo? Può darsi. Lui avvertì una scossa nuova sia per la battaglia inconscia dei loro poteri, sia per il feeling mattutino con una donna capace appunto di tenergli testa. Ed era, oltre che una regina, una giovane donna di ventiquattro anni! Lei si dimenticò gli abiti maschili, forse allontanò la fantesca con la quale aveva diviso il letto, attratta dal cinquantenne filosofo che la guidava con un vigore mentale che certo lei non poteva avere. L’età più adulta che le rammentava la figura paterna fece il resto. L’intimità con una mente di una virilità così decisa da sapere indagare il Dubbio, la vinse completamente. Il luogo del loro amore fu principalmente la biblioteca a palazzo. Forse lugubre e tetra, fredda e diversa dai luoghi della cultura francese. Ma nell’innamoramento ogni luogo sembra un giardino e il battere di una finestra l’annuncio della primavera. Voglio immaginarli lì. La stanza della Biblioteca è più raccolta del solito. Un mattino silente, un’aurea di soffusa attesa avvolge i libri e le pergamene negli scaffali antichi. Cristina è sola. E mi si presenta una scena nella mente, così come l’ho descritta in una rappresentazione teatrale da me scritta con grande passione, in attesa di rappresentazione. «Come levrieri bianchi sulla neve! I tuoi pensieri fuggono all’orizzonte...» pianissima la voce di Renè, che è entrato in biblioteca dalla porta laterale. « ...perché levrieri, mi piace di più cavalli!» risponde senza girarsi la regina. «Cavalli? Di nuovo il ricordo della tua incoronazione regina?». «Sì, erano cavalli bianchi, bellissimi. La carrozza tutta bordata d’oro, e i finimenti rosso fuoco e oro». «È acre il ricordo che hai della tua vita passata... sempre così terribilmente serio. Forse hai più bisogno di levrieri leggeri, leggiadri che di cavalli regali». «Acre come il cardo è la mia storia e rosso fuoco è il mantello che l’avvolge. È un mattino silente, Renè. Lasciami nel mio silenzio. Non farmi continuamente il processo e l’esame come si fa a un’alunna». «Maestà, voi siete la mia alunna, non irritatemi con la corona anche adesso». Forse l’errore di Cristina era questo eterno indagare intellettuale e il filosofo sicuramente avrà provato a svegliare in lei la verità oltre il dubbio. Anche se Cartesio del dubbio aveva fatto il pilastro della sua filosofia! Pare che Cartesio scrisse di Cristina: «ha più

virtù di quello che la sua reputazione non le attribuisce». Dunque stima sicuramente. Ma incontrarsi ogni mattina, somiglia alla stima o somiglia di più all’amore? La vita a corte passava tra le cose di sempre, ma il loro incontro mattutino non somigliava a nessuna delle cose di sempre. Forse, immersi tra i libri, le loro mani continuavano a scorrere pagine assetate di carezze, anche se la penna era soltanto un pretesto, quasi ormai un arnese di tortura. La regina si sentiva prigioniera della corte, prigioniera dei suoi doveri in balia di un amore che non riusciva, non poteva manifestarsi alla luce del sole, forse non ebbero neanche la spavalderia di raccontarselo. Questa timidezza per una stravagante regina, che non arretrava di fronte a niente, e per un filosofo capace di penetrare il dubbio, non era la prova più palpitante del loro innamoramento? Così, la vita per lei era diventata un macigno ma non riusciva a compiere quel passo verso l’amore concreto che l’avrebbe 92

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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