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RIVISTA DI POESIA E CRITICA LETTERARIA “EUTERPE” APERIODICO TEMATICO DI LETTERATURA ONLINE NATO NEL 2011 ISSN: 2280-8108 N°33 * LUGLIO 2021 * – WWW.ASSOCIAZIONEEUTERPE.COM

s’è dimostrato ingannevole e la forza se n’è andata con le lacrime. «Debbo, tremante vittima

- si domanda ancora la poetessa - sui miei stessi voti bruciare, / gettare la coppa all’abisso / come il re di Tule? // O lontana e grande immagine / che mi accusi di misfatti, / il peso della mia schiavitù / fu tuo, lo sai. // Sii indulgente se soffri, / io soffro anche mille morti. / Noi camminiamo verso lo stesso baratro / arrestiamoci sull’orlo!». Coeur percé du glaive è la storia di un amore finito male, raccontata senza invettive né

odio, perché vuole essere, per il lettore, felice augurio, quasi che la poetessa si aspetti un conforto alla sua immeritata sventura dall’altrui felicità. Prefazionato da Jean Guirec, il libro è diviso in due parti e raccoglie le liriche che vanno dall’agosto 1964 all’aprile 1970 – nella prima parte – e da questa data all’agosto 1970 nella seconda. Coeur percé du glaive è, dunque, un diario amoroso, nel quale, tuttavia, non mancano composizioni che si staccano, dal carattere intimistico della storia, per i valori universali che le pervadono, come quella intitolata “Tante morti”. Coeur percé du glaive, pubblicato da Nicolas-Imbert, è del 1970 ed è l’opera che maggiormente rispecchia la sua vicenda d’amore con il nostro poeta Aldo Capasso. I due si conobbero e si amarono a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso e l’intera vicenda è succintamente tratteggiata in una sua lettera del 23 ottobre 1970, scritta direttamente in italiano, a noi indirizzata e che qui, in parte, riproduciamo, perché emblematica di un amore impossibile, essendo profonda la differenza interiore tra i due: tra lei che lo ama veramente e incondizionatamente e lui superficiale, calcolatore, egoista, che la usa come un oggetto, la spreme come un frutto e, quando decide che non gli serve più, trova un qualunque pretesto per scaricarla, usando anche la brutalità del silenzio. Se non si è cinici e infedeli, non si tiene nascosta la relazione con l’altra donna – la Florette Morand (Guadalupa, 20/6/1926 – Genova, 14/2/2019) –, un’avvenente creola, che sposerà all’improvviso il 9 luglio 1970, nell’anno concesso a Solange perché sistemasse il problema della vecchia madre. Argenteuil, 23 Ottobre 1970 Gentilissimo Scrittore, senza dubbio lei mi avrà giudicata sgarbata ed indifferente nel mio non accennare alla Sua nota sul mio D’A. non dilettante mandatami il 20 luglio scorso […]. Dopo nove anni d’amor intenso, d’accordo perfetto su ogni punto, dopo un fidanzamento segreto da sette anni, ufficiale da due anni, il mio fidanzato – poeta e critico celebre – mi ha abbandonata per sposare una donna ch’egli conosceva prima di me – sul piano meramente epistolario –, ch’egli aveva riportata sul campo amichevole, ma non perciò scordata e tutto questo senza avvertirmene direttamente. Ha preso il pretesto di alcuni rimproveri fattigli riguardo al suo contegno verso amici nuovi per dirsi molto offeso e impormi un silenzio di due anni per placare i suoi nervi! Intanto preparava di nascosto le sue nozze celebrate il 9 di luglio. Non posso dirLe quanto sono stata colpita, sarei morta già senza la simpatia, la premura, la solidarietà testimoniatemi da ogni parte di Francia come dall’Italia. Avevo una fede totale in quell’uomo, lo pensavo buono, generoso, leale, cortese, sincero e sicuro di sé. Invece s’è dimostrato cattivo, egoista, furbo, vile e maleducato. Doveva almeno prender congedo da me, con dolcezza e correzione, lui che pretendeva adorarmi. Debbo dire che il suo comportamento ha stupito e rattristato ogni amico suo. Unanimamente lo giudicano colpevole e lo pensano matto… La ragione del suo gesto è che egli non mi ha perdonato la mia fedeltà a una mamma di ottantasei anni pretendeva che io la lasciassi per seguirlo, sia che venga con noi in Italia (all’età sua e senza conoscere nessuno, tagliata di tutta la sua vita!)

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Euterpe n°33 - "Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura"  

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